Manifesto

Noi vogliamo affermare la potenza dell’ingegno, arricchita di nuova bellezza, nel piacere della creatività

Nel 1909 un gruppo d’intellettuali e artisti pubblicavano il Manifesto del Futurismo. Quegli uomini ci hanno insegnato a non accontentarci, a sovvertire le regole e affidarci alle possibilità che l’ingegno può aprirci.

Nel 2012 un nuovo gruppo di creativi di cui faceva parte Diego Maria Gugliermetto ha pubblicato il Manifesto del Design italiano, per rilanciare istanze innovative e alchimie straordinarie con l’obiettivo di superare le noiose e rigorose regole del marketing internazionale e dello stile per tutti a tutti i costi.

G-Experience traccia forme per il cambiamento, per chi vede la forma oltre gli oggetti.

Famiglia Rivoluzioni Colori

Riproporre a designer, artigiani ed artisti che hanno segnato un epoca, un think tank votato all’art design. Un laboratorio di idee e libertà di pensiero dove sperimentare e ritrovare ancora una volta la necessità e la forza vitale che si muove in tutti quei segni che desiderano essere anticonvenzionali.

A Torino facevamo la storia del design e non lo sapevamo… ma ci divertivamo un mondo!
Come l’ultimo giorni di scuola, pieno di passione per il futuro e orgoglio per il passato. Una voglia di fare musica con le forme ed i materiali.
La maturità del tempo, di questi anni di lavoro e tentativi riusciti o falliti, ha affinato il nostro pensare.
Non smetteremo di divertirci. Promesso.
Piero e Guido Gugliermetto

Maestri

Diego Maria Gugliermetto

All’età di 10 anni all’interno dell’azienda di famiglia rimane indelebilmente colpito dalla Pop Art e da tutto quello che ne seguì con le creazioni di architetti ed artisti. Inizia a “giocare” con il poliuretano frequentando nel contempo la facoltà di Architettura. Si dedica all’interior design, al light design ed alla ricerca.

Gianni Arnaudo

Con la Mostra BigBang 2006 del Centre Pompidou la figura di Gianni Arnaudo è collocata fra le personalità che hanno caratterizzato le svolte più significative in campo artistico nel XX secolo.

Piero Gilardi

Come pochi altri artisti, Piero Gilardi, torinese, è mosso dalla convinzione assoluta che l’arte possa cambiare la vita delle persone e che debba partecipare alla trasformazione della società, migliorando così l’ambiente in cui viviamo.

Ugo Nespolo

I suoi esordi nel panorama artistico italiano risalgono agli anni Sessanta, alla Pop Art, ai futuri concettuali e pokeristi. Ai suoi film hanno dedicato ampie rassegne istituzioni culturali come il Centre Pompidou di Parigi, il Philadelphia Museum la Filmoteka Polska di Varsavia e la Galleria Civica d’Arte Moderna di Ferrara.

Storia

Grosso è un piccolo paese del canavese, poco distante da Torino, con una forte connotazione artigianale di mobilieri. Qui la famiglia Gugliermetto, di cui fanno parte quattro fratelli, Francesco, Giuseppe, Guido e Piero, ha coniato l’acronimo Mobilgufram, poi variato in Multigufram ed infine semplicemente Gufram (Gugliermetto Fratelli Arredamenti Moderni, ceduta nel 2004 a Poltrona Frau) ed ha scelto di produrre mobili moderni, a discapito di elementi d’arredo in stile classico, mettendo mano ad una tradizione famigliare avviata da generazioni.

Già dal 1953 i quattro ragazzi, appena ventenni, si fanno notare per una vetrina “scandalosa” : la loro poltrona Ginetta rivestita addirittura in bicolore con schienale e sedile rossi, braccioli neri, ed illuminata da faretti.

Fin da quel momento avevano le idee chiare. Il 1958 segna la prima uscita ufficiale. Il luogo è il Palazzo delle Esposizioni a Torino, l’occasione è una mostra del mobile artistico piemontese. Il comitato d’onore, riunito per l’occasione, e formato, tra gli altri, da Felice Casorati, Valdo Fusi e Otto Maraini, ha il compito di giudicare. Anche i Gugliermetto hanno il loro stand: porta il numero venticinque e il nome di Francesco Gugliermetti – con la i non ancora caduta – fabbrica di divani e poltrone.

Moderno è l’accezione che per Francesco, Giuseppe, Guido e Piero Gugliermetto, segna il superamento della tradizione grazie all‘uso di materiali con i quali è possibile sperimentare nuove forme e altrettanti significati. Uno di questi è la gommapiuma Pirelli Sapsa, utilizzata per primi negli imbottiti prodotti.
Saranno gli anni Sessanta a confermare l’importante svolta realizzata dall’azienda, grazie anche alla strategia economica e produttiva messa in atto attraverso la collaborazione con le avanguardie torinesi.

Il percorso tracciato dai fratelli Gugliermetto s’inserisce in un contesto storico e culturale che, al di là dei confini nazionali, stava arricchendo il campo dell’arte con appariscenti messaggi della pubblicità di massa, decretando l’ingresso trionfale della “merce” e dei prodotti nel quotidiano, attraverso l’effetto evocativo.
In questo clima, città come Torino, sede di Facoltà di Architettura, diventano ciascuna punto di partenza per gruppi di artisti-designer che, lavorando sistematicamente per la prima volta con piccole aziende di tradizione artigianale-industriale, sperimentano e scoprono le potenzialità espressive di materiali come il poliuretano espanso, di morbida duttilità, che bene si presta a creare “realtà nuove”, attraverso suggestioni di forme, che cambiano natura ed assumono un diverso e più forte significato.

I Gugliermentto nella loro lunga carriera hanno collaborato con alcuni tra i più importanti artisti e autori del design italiano: Pietro Raimondi, Ugo Nespolo, Piero Gilardi, il gruppo Strum con Piero Derossi, Giorgio Ceretti e Roberto Rosso, lo Studio 65 con Gianni Arnaudo, Franco Audrito, Nanà Sampaniotou, Ferruccio Tartaglia, Giancarlo Paci e altri studenti, Franco Mello e Guido Drocco, Giorgio De Ferrari, Gino Bistagnino, Gianni Pettena, Roberto Lazzeroni, Angelo Cusimano, Joachim De Barros, De Pas, D’Urbino, Lomazzi, Gaetano Pesce e molti altri.

La storia dell’azienda da loro fondata è su tutti i libri di design e conosciuta da ogni appassionato.

La nuova sfida, per l’ultima generazione di Gugliermentto è scrivere i capitoli di un altro inizio.

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